Doctor Strange | La magia del cinema…al cinema

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Con Doctor Strange i Marvel Studios portano su pellicola uno degli eroi più controversi e particolari di tutto il loro universo narrativo.

A differenza dei famigerati Iron Man, Capitan America o Spider Man (solo per citare i più famosi), Doctor Strange si prende l’onere di portare al pubblico un nuovo punto di vista da cui osservare il mondo, che va al di là dell’azione fisica, o delle qualità umane (emotive e mentali) che fanno risaltare gli eroi “normali”.

Strange apre un mondo spirituale e assai diverso. Un mondo non tangibile e non visibile ai più.

Un’impresa difficile per un film di super eroi, e forse un’impresa riuscita a metà.

L’aspetto sicuramente più riuscito del film è il suo comparto visivo: sfruttando appieno la forza del linguaggio del cinema che, basandosi su immagini e suoni risulta più facilmente comprensibile nel profondo, poiché più immediato, Doctor Strange mostra al pubblico le potenzialità di un mondo al di là della materia. E non solo riesce in questo intento, ma lo mostra usando la materia stessa, traducendo lo spirituale in materiale.

Ecco perciò che la magia di Strange piega la realtà e lo spazio in meravigliose sequenze che ricordano le città nei sogni di Inception, crea dal nulla energie capaci di influenzare il mondo e rende visibili dimensioni o addirittura concetti.

In questo sforzo incredibile, ciò che può stupire lo spettatore è la consapevolezza che Doctor Strange diventa un’opera metacinematografica, che finisce cioè per parlare del cinema stesso.

Non si deve dimenticare, infatti, che inizialmente il cinema era considerato quasi un gioco di prestigio, una magia, con cui abili registi come Melies intrattenevano il pubblico presentando veri e propri trucchi tramite pellicola: dissolvenze, sostituzioni, esposizioni multiple…erano tutti giochi  nati per stupire lo spettatore. Ed è propio la dimensione dello stupore, vero nucleo del cinema, che torna prepotente in Doctor Strange: aprendo visivamente nuovi mondi e nuovi modi in cui gli eroi possono agire, lo spettatore riscopre il piacere della scoperta e, per l’appunto, dello stupore.

Tuttavia, quello che l’impatto visivo del film riesce pienamente a trasmettere non riesce del tutto alla sua sceneggiatura e ai suoi personaggi.

Come in tutti le pellicole che introducono un nuovo eroe, la sua evoluzione viene trattata molto velocemente, quasi accennata, per dare spazio alle sequenze più dinamiche. Inoltre le caratteristiche emotive di molti personaggi appaiono stilizzate, quasi da cliché, rendendoli burattini al servizio della trama. Quello che più delude in questo senso è la difficoltà che hanno i personaggi di trasmettere questo modo diverso di vedere il mondo e l’eroismo che invece viene tradotto con grande abilità dalle immagini. Ecco perciò che anche l’ironia, tocco distintivo dei film Marvel, appare a volte usata a sproposito, quasi forzatamente, per dare al film un tocco più “familiare” al pubblico anche se, forse, un personaggio come Strange e i temi trattati avrebbero meritato un tocco più adulto e meno scanzonato.

Nonostante la sceneggiatura traballante, risultano comunque di alto livello alcune interpretazioni del cast. Su tutti emergono, ovviamente, Benedict Cumberbach, molto a suo agio nella parte di Strange e incredibilmente somigliate al suo alter ego a fumetti, e una splendida Tilda Swinton che, nel ruolo dell’Antico, si dimostra ancora una volta eccezionale nella parte di personaggi diafani, quasi intangibili e inumani, grazie alla sua bellezza quasi androgina.

In conclusione, Doctor Strange è un film non esente da difetti ma sicuramente risulta un “esperimento” diverso e interessante per l’universo cinematografico Marvel, in particolare per il suo incredibile impatto visivo.

Quello che ora stuzzica lo spettatore sarà capire come riusciranno a unire il mondo appena dischiuso da Doctor Strange a quello più canonico (visivamente e narrativamente parlando) degli Avengers, dato che molti rumors affermano che le due storyline si uniranno nelle pellicole dedicate allo scontro contro Thanos e alle Gemme dell’Infinito

Di sicuro sarà un’altra opportunità per la Marvel e speriamo che, imparando dagli errori, si riesca a creare un mix armonico ma al tempo stesso accattivante.

Autore: Mattia Lecchi
Fonte foto: Staynerd

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