“Fratello dove sei?”: country music e blues in salsa epica

Fratello Dove Sei?

Fratello dove sei? è sempre stato definito dai più una rivisitazione in chiave moderna dell’Odissea. D’altronde così si dichiara il film stesso, che si apre con i primi versi dell’Odissea impressi sullo schermo e, poco dopo, con un ancor più esplicito “Basato sull’Odissea di Omero”. Ma in un’ora e cinquanta di pellicola c’è molto di più di una semplice parafrasi del poema Omerico. C’è la storia della musica, dell’avvento dell’elettricità e del progresso, ci sono leggende e superstizioni tipiche del sud e piccoli stralci di storia americana. Senza contare che i Coen hanno dichiarato di non aver mai letto l’Odissea.

L’idea per il film nasce a metà del 1998: alla base, una fuga da un penitenziario del sud. Su questa idea iniziale si innestano poi tutti gli elementi che caratterizzano il film: ambientazione anni Trenta, il tema del ritorno a casa, un certo tipo di musica. Già, la musica: è proprio questo l’elemento di coesione di tutto il film in una pellicola composta da una lunga serie di rimandi, crocevia ed episodi, con influenze che vanno dalle gesta omeriche ai film classici sui gangster fino alla commedia on the road.

Ad amalgamare e dare coesione a tutti questi elementi è la musica country e blues. I Coen, insieme al compositore Carter Burwell sono infatti andati alla ricerca delle sue origini. Country, blues e bluegrass nascono quando ancora la registrazione dei brani non era prassi: nessuna conservazione materiale della musica, soltanto una conoscenza tramandata oralmente, un po’ come è stato in origine per i poemi omerici. Anche per questo la svolta narrativa del film si ha nel momento della registrazione del brano che porterà gli evasi a diventare le star radiofoniche Soggy Bottom Boys.

All’interno di questa ricerca dei primi passi della musica country trova posto anche l’incontro con Tommy Johnson, un musicista realmente esistito sul cui conto circola la leggenda, presto diventata una ballata, che i Coen riprendono nel film: Tommy avrebbe venduto l’anima al diavolo per imparare il blues, da allora spesso definito la musica del diavolo.

Come sempre nei film dei Coen, O Brother, Where Art Thou? nasconde molto più di ciò che si vede in superficie e può essere rivisto ogni volta con una chiave di lettura diversa: rivisitazione del poema omerico, storia della musica, storia americana e del progresso, affresco di un sud USA ormai scomparso (ma forse non troppo). Ogni volta ci si può divertire a scoprire ciò che è stato inventato e ciò che è stato preso dalla realtà, a scovare i tanti rimandi cinematografici ad altri film, le citazioni, le parodie.

Fonte foto: dedaloteatro.blogspot.com

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