Rogue One | Uno sguardo maturo e drammatico su una galassia lontana lontana

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Che cosa è Rogue One? Beh, di sicuro è molto più che il primo spin-off cinematografico della saga di Star Wars. Si potrebbe dire che questo film è tutto quello che Episodio VII avrebbe dovuto e potuto essere. Se Il Risveglio della Forza aveva prima sedotto il pubblico per poi abbandonarlo pian piano lungo la narrazione, Rogue One parte in sordina per poi far innamorare lo spettatore in maniera totale e viscerale.

Ciò che più colpisce e lascia il segno consiste nel fatto che Rogue One introduce un nuovo modo di vedere, e percepire, l’universo cinematografico creato da George Lucas.

Spieghiamo meglio. I film della saga classica, i prequel ed Episodio VII raccontano una storia che può essere paragonata ai cicli dell’epica classica, ossia narrano grazie a una serie di archetipi narrativi ben consolidati nel bagaglio culturale di ognuno di noi: la lotta del bene contro il male, l’amore, la perdita, il coraggio, l’avventura, la spiritualità, lo scontro generazionale…sono tutti temi ben radicati nell’esperienza umana fin da quando l’uomo ne ha memoria.

Raccontando con questo filtro classico, che già di per sé tende all’iperbole, all’esagerazione, lo spettatore percepisce comunque un certo distacco tra quanto vede sullo schermo e la sua esperienza quotidiana, sensazione che aumenta grazie all’ambientazione fantastica e fantascientifica.

Non fraintendiamoci, la saga di Star Wars colpisce sempre nel profondo, ma lo fa come fanno i migliori racconti fantastici: racconta verità tramite simboli, il cui collegamento con la vita reale va ricercato attivamente, dato che non è sempre palese.

Questa mancanza di “allineamento” tra narrazione e vita reale non è problema o un errore, è semplicemente un modo, un filtro, attraverso cui si racconta una storia.

Rogue One fa esattamente il contrario. Se la saga classica è un racconto epico, questo spin-off è un romanzo moderno, incredibilmente reale e verosimile, capace di essere crudo e spietato.

Per la prima volta in un film di Star Wars la narrazione mostra con forza, quasi con violenza, una galassia lontana lontana che potrebbe benissimo essere la nostra. Le feroci persecuzioni dell’impero, l’uso disumano della tecnologia, la drammaticità della lotta per la libertà e la vita…sono tutti temi che non vengono più mostrati come simboli, ma con un realismo così forte da sembrare palpabile.

Ecco perciò che gli eroi della narrazione diventano fragili, a volte addirittura controversi o quasi spietati, difficili da considerare totalmente buoni. Inoltre non sono mai intoccabili e invincibili, anzi, la loro umanità li rende uguali e “sacrificabili” come ogni altra comparsa sullo schermo.

Rogue One diventa la storia di ognuno di noi. Dimentichiamo i Jedi o i Sith, quasi al di sopra dei comuni mortali, lontani, irraggiungibili nel loro alone di epicità.

Rogue One è il film di Star Wars delle persone comuni. E’ l’eroismo, il sacrificio senza gloria della quotidianità e della realtà.

Basterebbe solo questo a rendere Rogue One un film di successo, ma c’è anche dell’altro.

L’impatto visivo è straordinario, non solo per quanto riguarda gli effetti speciali (su tutti spicca la battaglia finale, a livello dello scontro mostrato nel Ritorno dello Jedi), ma anche per aver dato al design dei primi Star Wars (già incredibile negli anni ’70) un tocco ancora più realistico e palpabile.

A questo si somma un continuo rimando ai fatti della saga principale, senza però essere invadente o fuori luogo (come spesso capita con i cosiddetti “fan service”, inseriti solo per compiacere i fan di vecchia data), ma riuscendo invece ad amplificare e rafforzare il legame con i fatti narrati negli altri film, finendo per inserire Rogue One in modo naturale all’interno della continuity narrativa.

Se proprio si vogliono cercare dei difetti in questo film, si possono trovare in due aspetti: il primo riguarda la colonna sonora. Se i film di Star Wars si sono sempre retti su una colonna sonora di altissimo livello, Rogue One si presenta con un comparto sonoro abbastanza timido, che non si discosta troppo dai temi classici e che al tempo stesso non innova o rinnova, risultando perciò scialbo e poco accattivante.

Il secondo “punto debole” del film può essere trovato nel cast, ma questo è un difetto “congenito” di narrazioni di questo tipo. Dato che si tratta di film “corali”, quasi di gruppo vista la vastità di personaggi, è difficile, se non impossibile, far risaltare un singolo attore.

Manca perciò il vero fulcro carismatico, il volto del film, ma è un difetto che si può perdonare ampiamente.

Per concludere, Rogue One rimane un film incredibile, forte e toccante, che lascia lo spettatore esaltato e pienamente soddisfatto a fine proiezione.

Il mondo di Star Wars è diventato adulto. Speriamo che sia il primo passo verso l’evoluzione più difficile, ossia unire epicità e quotidianità, classico e moderno.

Noi attendiamo fiduciosi.

Autore: Mattia Lecchi
Foto: Wired

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